Sindrome di Turner


Sindrome di Turner, cos’è?

La sindrome di Turner è una malattia rara dovuta ad un’anomalia cromosomica che colpisce circa una donna ogni 2500 nate vive. In fase embrionale essa è fatale nel 99% dei casi ed è responsabile del 10% dei decessi per aborto spontaneo. A descriverla per la prima volta fu l’endocrinologo Henry Turner nel 1938, ma in Europa i medici che hanno contribuito maggiormente allo studio dei sintomi connaturati alla sindrome furono Bonnevie e Ullrich.
Il sito americano ufficiale – turnersyndrome.org – intende sottolineare come la sindrome di Turner sia una condizione patologica variabile da donna a donna, pertanto sarebbe erroneo e impossibile applicare le informazioni generali  contenute in questo e altri siti su ogni singolo caso.  È un male che non va combattuto soltanto negli ospedali, ma anche fra le mura domestiche e scolastiche; la medicina infatti oggi consente alle ragazze e alle donne di condurre uno stile di vita soddisfacente, ricco di successi familiari quanto professionali, ma è sul piano psicologico che il soggetto va supportato e assistito ad affrontare le ritrosie di un mondo che è sempre pronto a puntare il dito contro la diversità, laddove presente.

– Cause della Sindrome di Turner
– Sintomi e anomalie
– La diagnosi
– Terapia
– Prevenzione e controllo

Le cause

sindrome di turnerL’uomo e la donna posseggono 23 coppie di cromosomi, per un totale di 46 cromosomi. 44 cromosomi autosomi, cioè comuni ad entrambi i sessi e due eterosomi o cromosomi sessuali che differiscono in base al sesso. Alla nascita, in una neonata in salute sono presenti due eterosomi XX, uno ereditato dalla madre e uno dal padre; questo non avviene nelle piccole affette da sindrome di Turner  perché uno dei due cromosomi è assente o solo parzialmente presente:

  1. Circa nel 45% dei casi il cromosoma x è assente in tutte le cellule(monosomia).
  2. Circa nel 35% dei casi il cromosoma x è assente ma solo in alcune cellule (Mosaicismo).
  3. Circa nel 20% dei casi il cromosoma è presente ma è anomalo, mancante cioè di alcuni tratti.

Le ultime due forme solitamente presentano un quadro clinico meno problematico rispetto alla prima e potrebbero non manifestare alcun sintomo evidente.

La sindrome di Turner è una malattia genetica ma non è ereditaria (le donne con sindrome di Turner sono quasi sempre sterili) e non esistono evidenze che dimostrino una correlazione fra essa e il concepimento in età avanzata. È causata da un problema legato alla spermatogenesi dal quale consegue la perdita dell’eterosoma paterno; ad oggi l’unico responsabile di questo difetto congenito è ritenuto essere semplicemente il caso.
I ricercatori non sono ancora riusciti a stabilire fuori da ogni ragionevole dubbio quale gene sul cromosoma X sia responsabile dei sintomi associati alla sindrome, ma hanno riconosciuto un’importanza preponderante del gene SHOX nello sviluppo delle ossa e della crescita. La sua mancanza è causa delle più comuni anomalie fisiche nelle donne don la sindrome: difetti della crescita carenze ossee.

Sintomi della sindrome di Turner

1. Anomalie fisiche:

Bassa statura  al di sotto del metro e cinquanta. La crescita avviene regolarmente nei primi tre anni di vita, per poi subire un brusco rallentamento.  Collo corto o palmato, attaccatura delle orecchie bassa e decentrata, bassa è anche l’attaccatura dei capelli; alterazioni della forma del torace, mandibole di dimensioni ridotte, cubito valgo, palpebre cadenti, linfoedema alla nascita, unghie orientate verso l’alto e un elevato numero di nei.

2. Anomalie sessuali:

Il principale sintomo della sindrome di Turner è l’infantilismo sessuale dovuto all’atrofia delle ovaie che nella quasi totalità dei soggetti comporta amenorrea e sterilità a vita. In assenza di una normale crescita sessuale regolare le giovani ragazze con sindrome di Turner potrebbero non sviluppare mai il seno.

3. Anomalie cardiache:

Il 25% delle persone con  sindrome di Turner manifesta disfunzioni cardiovascolari di più o meno grave entità. La malformazione della valvola aortica bicuspide sembra sia associata a una pericolosa malattia vascolare chiamata dissezione aortica; tuttavia il sintomo più frequente è l’ipertensione, con una pressione cardiaca che nei pazienti con Sindrome di Turner si attesta su valori leggermente al di sopra della soglia standard.
Da studi recenti emerge inoltre una maggiore probabilità di sviluppare diabete di II tipo o malattie del cuore e dei vasi sanguigni.

4. Anomalie renali:

Un terzo delle donne affette da sindrome di Turner manifesta malformazioni renali. Non sembrano essere direttamente responsabili di problemi di salute, ma possono accrescere il rischio di infezioni o ipertensione.

5. Anomalie del sistema immunitario:

Ipotiroidismo e celiachia.

6. Disturbi psicologici o dell’intelletto:

La ragazze colpite da sindrome di Turner sono dotate di un’intelligenza nella norma. In alcuni casi vengono riscontrati difficoltà d’apprendimento nelle materie matematiche e cali dell’attenzione, compensate però da una spiccata sensibilità. I maggiori problemi sono di natura psicologica, poiché molto spesso alla sindrome e al mancato sviluppo sessuale si accompagnano una bassa stima di sé stessi e profonda  insicurezza.

7. Altre anomalie:

Cataratte, problemi alla vista, otiti e infezioni alle orecchie sono più frequenti nelle persone colpite dalla sindrome. Nell’infanzia, l’insorgere di ripetute infiammazioni uditive è uno dei pochi campanelli d’allarme che possano far insorgere qualche sospetto ai genitori.

Confrontarsi con tutte questi problemi può essere un po’ scoraggiante ma è doveroso sottolineare come in praticamente nessun caso essi coesistano contemporaneamente o si manifestino in maniera marcata. Nella maggior parte dei pazienti i sintomi sono blandi e la sindrome non viene diagnosticata se non dopo analisi cromosomica. Gli unici elementi comuni a 9 donne su 10 sono la bassa statura e il malfunzionamento delle ovaie.


Diagnosi

La diagnosi precoce della malattia è di preminente importanza, poiché una terapia
Sindrome di turner infanziaavviata alla nascita garantisce risultati decisamente migliori di un ricevuta in tarda adolescenza. È un dato di fatto, altresì, che solo alcuni bambini manifestano sintomi evidenti alla nascita.

La diagnosi in gravidanza della sindrome di Turner può essere effettuata mediante amniocentesi nel secondo trimestre o villo centesi con prelievo dei villi coriali nel primo. Da uno studio europeo è inoltre emerso che il 70% dei casi di sindrome di Turner sono stati riscontrati con gli ultrasuoni, rilevando le anomalie del feto.

Una diagnosi prenatale della sindrome non è però sempre così scontata: in tantissimi casi  viene riconosciuta in età adolescenziale, in ragazze di statura al di sotto del bottom range medio e che intorno ai 13 anni non hanno ancora sviluppato i principali tratti femminili o a cui tardano ad arrivare le prime mestruazioni.

La diagnosi viene poi confermata da un esame del sangue cromosomico chiamato Cariotipo, cui seguiranno altri esami più specifici per valutare l’entità dei sintomi presenti e gli organi colpiti.

A chi posso rivolgermi se sospetto che mia figlia abbia la sindrome di Turner?

Trattandosi di una malattia rara, per una diagnosi accurata consigliamo di rivolgersi a uno specialista del settore, in questo caso un pediatra endocrinologo.

Terapia per la sindrome di Turner

Poiché è una malattia genetica, non esiste una cura  che la elimini alla radice, tuttavia le conoscenze moderne hanno consentito di ridurre drasticamente la gravità dei sintomi e di migliorare la qualità della vita delle persone ammalate.
La terapia a base di ormone per la crescita (GH o somatotropina), intrapresa preferibilmente fin dall’infanzia – ma anche in pubertà se la diagnosi è tardiva – deve essere pianificata insieme ad un pediatra specializzato e poi se è il caso portata avanti da un endocrinologo. Studi scientifici hanno dimostrato come il GH Apporti notevoli benefici allo sviluppo osseo con conseguente aumento della statura compreso fra i 5 e i 9 centimetri, consentendo alle ragazze con sindrome di Turner di raggiungere un’altezza comune a molte coetanee normodotate. La somatotropina viene solitamente somministrata in iniezioni  una volta al giorno fino circa il quindicesimo anno d’età. La terapia può essere interrotta nel caso in cui dopo il primo anno non si riscontrino variazioni d’altezza, se la ragazza ha raggiunto gli obiettivi prefissati o in presenza di controindicazioni, quali mal di testa, nausea e vomito, disturbi alla tiroide, ipo/iperglicemia, edema periferico, dolori muscolari. I costi da affrontare giorno dopo giorno sono notevoli. È possibile monitorarne i lenti progressi con radiografie alla mano e al polso per osservarne la crescita.

Ottimi traguardi possono essere raggiunti anche con la terapia sostitutiva estrogenica che dovrebbe essere avviata al tredicesimo anno di vita della giovane.  Questo tipo di terapia – che si raccomanda di portare avanti sotto la guida del medico endocrinologo – ha lo scopo di sviluppare i caratteri sessuali femminili e di prevenire l’osteoporosi. Non soltanto la terapia ad estrogeni può coesistere con la terapia GH, ma sembra  che l’azione dei due trattamenti in sinergia offra ulteriori benefici per la crescita ossea del corpo, purché sia avviata almeno ad un anno di distanza. A differenza della ormonale, la terapia ad estrogeni può  essere portata avanti in età adulta fino alla fase della menopausa.
Per quanto riguarda la sterilità suggeriamo una lettura al paragrafo “gravidanza”.

Prevenzione e controllo

I genitori hanno il dovere di inculcare nelle proprie figlie l’abitudine ad aver cura di loro stesse, istruendole sulla necessità di monitorare  le proprie condizioni fisiche  anche in età più avanzata, allorquando potrebbero incombere minacce potenzialmente più pericolose. Una corretta alimentazione dovrebbe essere buona norma per chiunque, ma alle donne con sindrome di Turner è richiesta maggiore attenzione al proprio regime alimentare.

Si consiglia di:

  • Tenere sotto controllo i livelli di glucosio nel sangue per prevenire il diabete.
  • consultare un buon otorinolaringoiatra: la sindrome è spesso associata ad infezioni alle orecchie, al naso e alla gola.
  • Individuare un buon endocrinologo pediatrico durante l’infanzia e uno per gli adulti superata l’adolescenza, in modo da monitorare le condizioni degli ormoni con particolare attenzione per la ghiandola della tiroide.
  • Tenere sotto controllo la densità ossea con un esame conosciuto col nome di DEXA.
  • Avere un cardiologo di fiducia e prendere l’abitudine di misurare la pressione sanguigna fra le mura domestiche, poiché esiste  una predisposizione per l’ipertensione. La pressione non dovrebbe mai superare la soglia di 80-140 mmHg

Sindrome di Turner e gravidanza

sindrome di turner terapieLa pubertà si manifesta in circa il 7% delle donne con sindrome di Turner. Di queste,  il 4% è fertile e riesce ad avere una gravidanza spontanea. A tutte le altre ragazze che la sindrome ha reso sterili, le conoscenze moderne danno parimenti la possibilità di mettere al mondo dei figli. La tecnica adoperata è quella della fecondazione in vitro con trasferimento di embrione (FIVET), con induzione o stimolazione di ovociti o, qualora non fosse possibile, mediante la donazione di ovuli finalizzata alla creazione di un embrione in vitro da introdurre nell’utero attraverso la vagina. Resta tuttavia importante sottolineare come portare avanti una gravidanza con questi presupposti presenti alcuni rischi per la madre. Da uno studio inglese condotto su 106 donne con sindrome di Turner  che hanno ricevuto fecondazione assistita emerge che un terzo di esse ha manifestato problemi ipertensivi. Non ci sono stati decessi, ma per il 4%  i rischi sono stati elevati. In un caso si è verificata dissezione aortica durante il parto per l’elevato carico emodinamico. I maggiori pericoli sono stati rilevati in occasione di parti gemellari, un elemento che ha portato i ricercatori a suggerire il trasferimento singolo dell’embrione.
Per tutti questi motivi si raccomanda alle donne che volessero intraprendere una gravidanza di valutare attentamente le condizioni del proprio apparato cardiovascolare insieme ad un cardiologo e tenere sotto controllo i livelli della propria pressione arteriosa.

Aspettative e qualità della vita

Tutte le bambine nate con la sindrome di Turner – nonostante il pesante fardello imposto da madre natura – dovrebbero ritenersi fortunate. Nel 99% dei casi infatti la sindrome è causa di aborto spontaneo durante il primo trimestre di gravidanza. Non è chiaro il motivo di una così alta mortalità né tanto meno le ragioni per cui un feto su 100 riesca a sfuggire a un simile orribile destino. L’ipotesi è che la maggior parte dei feti colpiti  non posseggano il quantitativo di geni sufficiente a garantire la vita.
Superata la fase embrionale, l’aspettativa di vita in bambine e donne con sindrome di Turner è pressappoco uguale a quella comune. La qualità della vita è strettamente correlata all’entità dei sintomi manifesti. L’organo più a rischio, il cuore, va tenuto sotto controllo per tutte le ragioni descritte nei paragrafi precedenti, ma mediamente non si presentano disordini letali. La sindrome di Turner, nel complesso, non ha impedito a tantissime donne di farsi una famiglia, essere apprezzate interiormente ed esteticamente, di laurearsi ed eccellere nei propri campi professionali.